lA POESIA, QUESTA NOTA SCONOSCIUTA


Oggi parliamo di Poesia: come è nata, cosa la differenzia dalla prosa, in cosa consistono le Figure Retoriche, cosa significa verso libero e cosa vuol dire Licenza Poetica.

Perché è importante parlarne? Perché oggi la poesia non è conosciuta dal grande pubblico, non vi sono più discussioni volte a comprendere la vera essenza della poesia. Se è vero che il linguaggio, nel corso dei secoli, cambia è logico che il linguaggio poetico possa subire dei mutamenti. Altrettanto vero è che se muta il linguaggio non cambiano, però, le regole grammaticali e sintattiche che lo costituiscono. Così è per la poesia: può esserci un'evoluzione del linguaggio ma le figure retoriche, che servono per comporre un testo poetico, sono sempre le stesse e dobbiamo conoscerle.

 

Parlerò di poesia non da persona esperta del settore, ma come poetessa che nel corso degli anni ha svolto ricerche, studiato, per arrivare a comporre poesie usando, oltre alla creatività, alla fantasia e alla sensibilità personale, tutti gli strumenti che servono per comporre un testo poetico. Senza una minima conoscenza della struttura poetica, delle figure retoriche che sono alla base del componimento, non si possono scrivere poesie ma solo poemi, prosa poetica. Esamineremo  le differenze che sussistono tra poesia e prosa iniziando da brevi cenni storici su COSA sia la poesia, come è nata, come si è evoluta nel corso del tempo. Arriveremo poi ad analizzare nel dettaglio tutte le Figure Retoriche per capire come si scrive,  si commenta,  si valuta e si edita una poesia.  Desidero condividere con voi tutto quello che ho imparato e spero che possiate arricchirmi con i vostri commenti e il vostro contributo personale in base alle vostre conoscenze.  Oggi non si parla abbastanza di poesia o quantomeno non nei giusti termini. Si sente spesso dire che la poesia è per un pubblico di nicchia e dall’altro lato assistiamo al fiorire di una moltitudine di sedicenti poeti che, in nome della modernità,  in nome di un non ben compreso senso della ‘licenza poetica’  e sbandierando  le parole ‘versi liberi’ come fossero stendardi eretti in nome della libertà,  si arrogano il diritto di chiamare i loro componimenti poesie.  In realtà la poesia non è prerogativa di pochi eletti, tutti hanno il diritto di leggerla e di avere un minimo di infarinatura che permetta loro di comprenderla; non è nemmeno vero che la poesia debba essere associata al classicismo ottocentesco perché il linguaggio evolve in continuazione. Grandi poeti come Ungaretti e Montale, per citarne solo alcuni, sono stati fautori di innovazioni nell'ambito del linguaggio poetico per quanto riguarda l'uso di metrica e punteggiatura. Anche Apollinaire fa sì che i suoi componimenti si reggano su singoli sostantivi e immagini, acquistando un valore assoluto, una forte tensione simbolica attraverso un’alterazione sintattica del verso. Ad esempio, in Zone, la poesia che apre la raccolta Alcools, Apollinaire elimina la punteggiatura e lascia i versi o isolati o a gruppi al fine di restituire il ritmo di una passeggiata per le strade di Parigi e, al medesimo tempo, il sovrapporsi di ricordi e immagini che la compongono: nasce così la poesia simultanea.

 

Cos’è dunque la poesia? Cos’è la metrica? Cosa si intende per verso libero? Cosa sono e a cosa servono le figure retoriche? Come si usa la punteggiatura in poesia? Come si commenta una poesia? Insieme andremo alla ricerca delle risposte alle suddette domande.

 Alcune fonti dalle quali potrete attingere per le vostre ricerche:

 

 In biblioteca:

 -Saggio sulle origini della poetica (Franco Angeli, Milano 1999). “Storia della poesia” otto volumi.

 

-La poesia: introduzione alla critica e storia della poesia e della letteratura / Benedetto Croce; a cura di Giuseppe Galasso Milano- Adelphi, 1994

 

-La grammatica come storia della poesia: un nuovo disegno storiografico per la letteratura italiana delle origini attraverso grammatica, retorica e semantica / Elena Landoni Roma- Bulzoni, 1997

 

 -Poesia e storia (della poesia) Ancona- Il lavoro editoriale, 1985

 

 Acquisto:

 

La struttura della lirica moderna (1956), Hugo Friedrich

 Questo libro è acquistabile anche in epub/acs4 su ebook.it a 9.99 euro.

 

 

 

 

 

 

 

NASCITA DELLA POESIA

 

Poesia: dal greco pòiesis, creazione, creatività, il concetto di creazione, strettamente congiunto all'idea di ispirazione divina.

Il poeta è infatti colui che crea solo dopo essere stato ispirato da un gruppo di divinità, le Muse, che d'improvviso lo trasportano in una dimensione di straniamento e di oblio. Il carattere sacrale, specialmente in questa prima fase, giustifica e accompagna il ruolo educativo che la poesia ricoprì sul piano sociale durante l'età arcaica. Essa non era concepita tanto come una creazione dell'artista, per dilettare il pubblico con le sue storie e la sua abilità nel narrarle, ma rappresentò per tutti quei secoli lo strumento  usato per conservare il patrimonio culturale e tramandare alla memoria collettiva il sistema di valori dell'intera civiltà. La poesia nacque con lo scopo di conservare e trasmettere alle genti, fatti, vicende, avvenimenti importanti, la storia di un popolo, etc. Venivano tramandati quei valori etici, culturali, antropologici che sono alla base di una moderna civiltà. Questi poeti riportavano il tutto a memoria, non esistendo in quel periodo  la scrittura.

 L’accompagnamento musicale della poesia risulta fondamentale, come nel canto a batocco  dei contadini, nella poesia provenzale;  in altre forme di poesia popolare come quella dei cantastorie che portavano in giro le storie scritte trasformandole in ballate, racconti epici e canzoni. Nell'età romana la poesia si basava sull'alternanza tra sillabe lunghe e sillabe brevi: il metro più diffuso era l'esametro. Essa doveva essere letta scandendola rigorosamente a tempo.

 

Dopo l'XI secolo il volgare, da dialetto parlato dai ceti popolari viene innalzato a dignità di lingua letteraria, accompagnando lo sviluppo di nuove forme di poesia. In Italia la poesia, nel periodo di Dante e Petrarca, si afferma come mezzo di intrattenimento letterario e assume forma prevalentemente scritta ma cominciò a divenire autonoma dalla musica, a differenziarsi sempre più da essa, solo con la diffusione del libro a stampa, inventata da Gutenberg intorno al XV secolo. Da quel momento in poi la lettura diventa  silenziosa, un momento di intimità ma altresì diventa un fenomeno di massa. Con l’avvento della tipografia si passa da un pubblico di ascoltatori a un pubblico di lettori.

 

 “La poesia e la letteratura sono fenomeni umani. Appartengono alla piccola serie delle cose che l’uomo ha sempre fatto, pur in diversi modi. Non è una invenzione capitata a un certo punto della nostra storia. No, dove c’è un uomo c’è sempre stata, e sempre ci sarà, arte. E’ arte delle parole, dunque”, dice il poeta Davide Rondoni.

 

 

 

 

  Differenza tra prosa e poesia

 

Nel corso dei secoli, la prosa ha finito col divenire la forma delle storie con personaggi, la poesia la forma delle situazioni minime che sono solo lo spunto per esprimere emozioni, idee, stati d'animo. Questo è tanto vero che per le storie con personaggi, scritte utilizzando versi, si usa la parola poema, non il termine poesia. La poesia non è un diario, non è un testo di narrativa che deve raccontarci una storia e che deve necessariamente avere una fine o un soggetto ma è molto di più è un viaggio all’interno di noi stessi.

Era proprio Dante a dire che in poesia si usano le parole per dire quello che non si sa. Cioè si parla per mettersi in relazione con qualcosa di sconosciuto che ci ha colpito (il segreto, lo chiamava Ungaretti). Mentre in ogni altro tipo di uso delle parole pensiamo di dire quel che sappiamo.

 

IN BREVE

 La prosa è la forma che adottiamo per scrivere in modo naturale, esprimendo le idee come emergono o senza dover seguire regole che ci indicano la misura che devono avere le righe che scriviamo o il ritmo delle stesse. Nella prosa, per esempio, le frasi non devono rimare, cioè la scrittura non ha regole severe come nel caso del verso.

 

 Esempio di prosa:

- Camminavo lentamente, assaporando il profumo dei tigli, lungo la via che, assolata in quel pomeriggio di festa, mi conduceva verso il tuo cuore-

 

 Esempio di poesia:

Il verso è una composizione poetica scritta prendendo in considerazione la metrica delle sillabe e il ritmo delle frasi. Nel verso si utilizzano elementi come gli accenti, le pause o il suono simile delle parole per creare una narrazione che rimi o che suoni come una melodia. Si usano, per ottenere questi risultati, le Figure Retoriche

Esempio di Poesia ( Pablo Neruda)

 

"Mi piaci quando taci perché sei come assente,

e mi ascolti da lontano, e la mia voce non ti tocca.

Sembra che si siano dileguati i tuoi occhi

e che un bacio ti abbia chiusa la bocca."

 

Oppure prendiamo l'esempio del testo in prosa di cui sopra, come trasformarlo in poesia.

 

Camminavo,

lentamente assaporando

il profumo dei tigli in fiore

lungo la via retta che,

assolata nel meriggio in festa,

mi conduceva verso il tuo cuore

 

Con una suddivisione metrica diversa ottenuta non solo con la disposizione delle parole ma anche con la punteggiatura e inserendo la rima, abbiamo una poesia. Non sempre la rima è necessaria ma usando le figure retoriche, delle quali tra poco parleremo, se vorrete ottenere un effetto ritmico e musicale vi accorgerete che farete rimare i versi, anche se non palesemente, attraverso una 'rima imperfetta'. Questo avviene quando farete un'ASSONANZA ( figura retorica) es. nave-sale;  o una CONSONANZA es. canto-vento;

Allora, perché si sente tanto parlare di verso libero? Se per costruire un'immagine poetica devo conoscere e seguire le strutture grammaticali che la compongono, cosa vuol dire verso libero?

 

Il verso libero

 

 

Il verso è una composizione poetica scritta prendendo in considerazione la metrica delle sillabe e il ritmo delle frasi. Nel verso si utilizzano elementi come gli accenti, le pause o il suono simile delle parole per creare una narrazione che rimi o che suoni come una melodia.

La poesia italiana tradizionale si basa sui versi che vanno dal quadrisillabo (parisillabo) all'endecasillabo ( imparisillabo). 

I più usati, nella poesia di stile elevato, sono l'endecasillabo e il settenario, sovente abbinati tra loro e al quinario. Questi tre versi imparisillabi, infatti, condividono per lo più il profilo ritmico, con una prevalenza di accenti sulle sedi pari e la frequente (obbligatoria nel caso del quinario) accentazione della quarta sillaba metrica.

I versi parisillabi hanno un andamento più cadenzato e un tono più popolare.

Costruire i versi tenendo conto della suddivisione sillabica, della dislocazione delle sillabe toniche e atone, del posizionamento degli accenti è limitante per il pensiero che non può fluire liberamente. La creazione, intesa come momento catartico ( atto a purificare), come atto estemporaneo (l'improvvisazione di un discorso, di una espressione dell'anima tradotta in versi) si trova ad affrontare l'ostacolo della suddivisione sillabica che pone un freno al libero fluire della parola, come fosse un fiume costretto a deviare, costantemente, dal suo corso naturale. Il verso libero significa che i versi che compongono le strofe non sono più soggetti all'osservanza di queste regole di ripartizione sillabica. Come conseguenza di questa 'liberazione' è decaduto anche l'obbligo di fare rimare i versi secondo gli schemi precostituiti. Questo non significa che, per comporre una poesia, possiamo scrivere parole su un foglio bianco senza capo né coda, senza ritmo e musicalità. Soprattutto non riusciremo a esprimerci al meglio senza conoscere le figure retoriche nel dettaglio. Comporre una poesia è una forma di comunicazione sublime, una condivisione intima, un tradurre pensieri con segni visivi che diano un senso alla trama, composta di emozioni, sensazioni, colori e sentimenti, ordita dalla nostra anima.

 

 

COMPRENSIONE DELLA POESIA

 

La Poesia deve essere capita, circoscrivendola tra le regole che le sono proprie ( le figure retoriche) e le domande necessarie a capirne il testo, il contesto in cui è stata scritta, e la vita dell’autore. Questi sono gli strumenti principali per commentare il testo poetico e capirne il senso oltre la conoscenza strumentale. La poesia è un rapporto a due paragonabile ad altri rapporti che l’uomo vive nel corso della sua esistenza, quindi diventa indispensabile che vi sia curiosità, disponibilità, empatia nel leggere una poesia. Il poeta sta parlando di se stesso e sta parlando di te. Siamo noi lettori a doverci calare nel nostro vissuto e a farla diventare parte di noi quella poesia. Altrimenti non vi sarà comprensione.

Per significato di una poesia si intendono:

 

il rapporto tra l'immaginario collettivo e l'immaginario del singolo poeta-

 

l'uso del campo semantico da parte del poeta (polisemia)-

 

le scelte lessicali operate del poeta-

 

le figure retoriche del significato-

 

le figure della sintassi-

 

L'insieme di questi elementi costruisce il tema che il poeta vuole esprimere e comunicare al pubblico, cioè ai fruitori della poesia.